Vergognosa Stramilano!
Mi presento: mi chiamo Federico Richard Villa e, da alcuni anni, sono atleta professionista paraolimpico di handbike, ovvero le bici a 3 ruote rasoterra che si spingono con le braccia.
Posso vantare una numerosa e variegata esperienza nell’ambito di maratone e mezze maratone; ho gareggiato in queste discipline non solo in Italia ma in Paesi come Sud Africa, Libano e Australia (per citarne alcuni).
Dopo aver girato il mondo, ho però dovuto constatare, con rammarico e stupore, che l’organizzazione peggiore che abbia mai trovato per un evento sportivo sia quella che si è occupata della Stramilano, a pochi chilometri da casa mia.
Ancora oggi sono amareggiato per quanto accaduto il giorno della competizione (27/03/11) e vorrei spiegare, il più oggettivamente possibile, perché ritengo la macchina organizzativa della Stramilano la peggiore e la più inefficiente che abbia gestito un simile evento, a tal punto che la sconsiglio vivamente a tutti miei compagni atleti di handbike.
Giorni prima della manifestazione, cercavo informazioni sul sito internet riguardo a ritrovo, partenza, parcheggi, servizi… insomma, tutto quello che normalmente dovrebbe esserci riportato per la gara di noi disabili, ma non vi era nulla. Addirittura anche gli addetti organizzatori a Milano al “Centro Stramilano” sembravano cadere dalle nubi, o meglio, dalla nebbia.
La conseguenza di questa organizzazione approssimativa è stata, come immaginabile, arrivare la domenica della gara, senza essere riuscito a ottenere preventivamente indicazioni su una zona assegnata a noi per il posteggio macchine e scarico attrezzatura. Infatti, noi atleti disabili, solitamente, abbiamo un piccolo parcheggio riservato, dove gli accompagnatori aiutano i propri atleti, e chi è sprovvisto di accompagnatori, trova di sicuro la solidarietà degli altri team presenti; siamo atleti competitivi in gara, ma al di fuori siamo tutti amici. In alcune manifestazioni possiamo contare anche su personale staff dedicato ad assisterci in questi momenti di preparazione.
A Milano non c’era nessuno, tranne che podisti intenti a riscaldarsi. La fatica non è stata indifferente da soli. Ma non poteva fermarci questa sciocchezza !!
Ci siamo ritrovati alla partenza, carichi e felici, pochi… molto pochi (e ora ho capito perché) ma buoni, come si suol dire. Aspettavamo il via…aspettavamo… ma dove era il via?! Lo start ci è stato
segnalato da organizzatore che con fare svelto ci incalzava a partire mentre lo speaker parlava ancora di altro.
Sorpresi e disorientati, siamo partiti, lentamente per paura di aver frainteso quanto comunicatoci a voce, ma ben presto ci siamo accorti che quello era il via, e la gara era cominciata.
Guidavo il gruppo, affiancato da un mio compagno d’asfalto, scortati da 4 moto della polizia che sgasando e accelerando di continuo davanti a noi ci hanno praticamente “gassato”. I nostri inviti, a spostarsi erano inutili, così abbiamo continuato la nostra corsa nella “camera a gas”.
La carente segnalazione del percorso e la chiusura parziale del traffico (tralasciamo ben due intrusioni di macchine) mi hanno disorientato e fatto sbagliare strada più volte.
Ma il meglio è stato alla fine: a 500 metri dal traguardo, le moto staffetta della polizia che ci indicavano la strada gassandoci a meno di 10 metri da noi, curvano per uscire dal percorso e liberare a noi la strada al traguardo… peccato che abbiamo capito questa loro manovra solo dopo; infatti seguendo la moto sono uscito dal percorso inaspettatamente (preciso che distava 5 metri da me e come in ogni arrivo in volata gli ero letteralmente appiccicato). La moto si è arrestata, e io per schivarla ho dovuto deviare e finire contro un’altra moto ferma a 3 metri dal percorso.. distruggendo il mio mezzo. A conti fatti: come vedere andare in fumo 1.300 euro di ruota.
Può capitare, certo, ma non per una pessima gestione della manifestazione, pessima organizzazione, segnalazione e tutto il resto!
Non erano pronti ad accoglierci, noi handbikers. Non chiedevamo molto; solo necessitiamo di un minimo di attenzione maggiore da parte dell’organizzazione.
Ritengo che nel momento in cui la Stramilano decida di accogliere il mondo dell’handbike, debba sapere prepararsi di conseguenza, così come già fanno tantissime altre maratone e mezze maratone inItalia..
Non siamo disabili in cerca di una corsetta domenicale, siamo atleti; ogni evento sportivo per noi è una gara a tutti gli effetti, non un palcoscenico su cui ci fanno sfilare per avere qualche riflettore in più puntato sulla Stramilano!
Comunque sia, capisco il fatto che accoglierci comporti avere a che fare con un mondo che chi non vive quotidianamente non immagina neanche, e, quindi, rimango a disposizione e offro la mia collaborazione qual ora gli organizzatori vogliano prepararsi meglio per le prossime edizioni di questa manifestazione.
Confidando nella vostra attenzione nel cogliere i problemi sollevati, e che la mia non rimanga una voce inascoltata, porgo i più sportivi saluti.
FV
Federico Richard Villa
PD3R handcycling Team
Italian Paraolimpi athlete cat. MH1.2
federico.villa@email.it