Ripetute col rullo:

…le gare lunghe non sono gare di resistenza alla velocità, ma di velocità. Provate a pensarci un attimo, chiunque voglia arrivare da un punto ad un altro nel minor tempo possibile, deve eseguire un’azione veloce. La “gestione” degli aspetti condizionali e coordinativi dipende dal tipo di distanza che deve essere percorsa. Essere veloci significa: riuscire a resistere per un numero determinato di km a compiere azioni più veloci possibile.

Mentre siete lì a a pedalare lentamente su quel tanto odiato rullo con la testa impegnata in “meravigliosi pensieri” e vi viene in mente di aumentare la velocità, provate a concentrarvi su quello che vi succede. Prima di tutto aumenta la frequenza delle pedalate, la vostra azione diviene quindi più rapida, gli impulsi nervosi viaggiano più velocemente. Ecco allora che per andare più forte siete costretti ad “applicare “più forza. Anche le articolazioni ampliano il loro movimento, quindi varia la mobilità articolare.

Quindi velocizzarsi, cambiare gara non significa solo abituare i meccanismi di risintesi dell’energia a compiere un lavoro diverso, ma abituarsi anche ad ottimizzare il modo di correre in relazione alla distanza di gara.

Per cercare compagnia e di usare al meglio quei dannati 40 min di rullo io uso:

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