Un insulto ben confezzionato con la maglia tricolore
Che dire della situazione H1.2… Sabato scorso a Treviso dai Campionati Italiani Assoluti hanno inserito in categoria H1, Mauro Cattai della BASKET E NON SOLO, fin qui nulla di sbagliato…
Fatto che Mauro, da anni era un B (H2), ma fin qui nulla ancor… se avesse una sindrome degenerativa… anche io ero H2, poi H1.2 ed infine H1.1 (io, sempre certificato dai giudici della Federazione Europea Handbike).
Ma la cosa veramente strana e che va oltre al suo impegno allenamento sacrifici atletici… è la sua velocità . Mauro Cattai è uno degli atleti piu forti d’Italia, al seguito di Podestà , Cecchetto, Zanardi, Brigo, Archenza, Ronald, Sette…
Tutti atleti di categorie H2, H3 e H4 che superano i 36 km/h di media…
Tutti sappiamo che il ciclismo è uno sport areobico, e spesso le nostre funzioni interne al corpo sono la vera motivazione che determina le categorie, in modo da competere contro avversari simili per handicap. Non basta dire amputato. para o tetra.
Ora conosco Mauro di persona, non conosco la sua cartella clinica, e non voglio denigrarlo… è appena successo e sono sicuro che la situazione si risolverà ; daltornde anche Aldo, Giovanni e Giacomo giocavano a pallone contro i bambini… MA VIENIII, ma chi sono… e tutti ridevano!
Verissimo che c’è poco da ridere… Da sabato scorso sono stati insultati tutti gli atleti in H1. Ragazzi più disabili di altri; siamo quelli che per motivi personali, non riusciamo, ad andare come missili… ma cmq ci impegniamo e non molliamo!!
Chiudo la mia riflessione (scritta di getto) con una domanda: “Ma l’esaminatore-giudice aveva le fette di salame sotto gli occhi??”.
Ale Villa
ps: ho scritto senza una parolaccia. mi fò i complimenti…


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giugno 23rd, 2010 at 18:14
concordo oviamente in pieno, e mi chiedo, cosa noi atleti in h1.2 e h1.1 possiamo fare dato che riguarda entrambe le categorie?
PROPONGO una petizione firmata da tutti gli h1.2-1 che chieda una revisione della classificazione di M. Cattai dopo aver giudictao le sue prestazioni e capacità durante una gara, così come i classificatori europei che si rispettino, pretendono giustamente al fine di poter valutare meglio il comportamento di un atleta, per poi saperlo collocare meglio in una categoria.
cosa ne dite?
giugno 24th, 2010 at 09:49
ma…. se la cosa è come dici tu prima di scrivere di getto, dovresti procedere con un reclamo ufficiale a chi di dovere per risolvere le cose
GIÃ FATTO, KICCO
giugno 26th, 2010 at 10:53
Caro Ale,
mi dispiace non ci sia stata la possibilità di avere un confronto faccia a faccia anziché via web.
Concordo tranquillamente con quelle che sono le tue considerazioni sulle mie prestazioni sportive, in certe situazioni molto più simili a quelle di atleti di categorie superiori, perlomeno confrontandole con quelle degli atleti italiani; con quelle degli atleti che partecipano alle gare internazionali non lo so, non ho mai fatto delle gare importanti all’estero.
Voglio però fare chiarezza su alcune cose: la mia malattia non so se può essere definita degenerativa ma ti assicuro che è degenerata, portandomi dal 1993 ad oggi a camminare prima con una stampella, poi con due, poi ancora con due ma con grandissima difficoltà e solo per pochi metri ed infine a non camminare proprio più con tutta un’altra serie di problemi che chi conosce le lesioni neurologiche sicuramente intuisce.
La mia prima classificazione del 2002 mi aveva inquadrato nella vecchia categoria dei B, però rivedibile proprio per i dubbi legati alla situazione di quel momento e per come si stava evolvendo.
In questi 8 anni mi sono impegnato, ho gareggiato in questa categoria senza alcun problema e non mi sono mai preoccupato per un’eventuale ri-classificazione essendo consapevole che tutto il movimento avrebbe subito una continua evoluzione fino ad approdare alla grande e a mio avviso naturale svolta cioè entrare nella grande famiglia della Federazione Ciclistica. Quest’anno visto ciò, vista l’introduzione del nuovo sistema di classificazione UCI e vista l’istituzione e formazione sulla base dei nuovi regolamenti da parte FCI/CIP di un nuovo team di classificatori ho chiesto la revisione, ed il risultato già lo conosci.
Detto questo non ritengo però giusto gettare discredito su chi si trova molto spesso a valutare dei casi oggettivamente difficili e al limite come il mio. Lo sappiamo tutti benissimo che il mondo della disabilità è talmente variegato per cui non esiste un disabile identico all’altro e cercare di far rientrare tutti in quattro categorie sulla base di alcuni macro parametri è cosa veramente difficile.
I casi al limite ovviamente lo sono ancora di più e rischi di essere il più fortunato o sfortunato del mondo a seconda di dove vieni piazzato: se ti ritrovi nella categoria superiore sai già in partenza che ti puoi impegnare quanto vuoi ma i tuoi limiti fisici imposti dalla malattia non ti permetteranno mai di competere alla pari, se ti ritrovi in quella inferiore potresti essere il più forte.
Sinceramente lo vedo un problema di difficile risoluzione; forse magari adottando un sistema ad handicap tipo sci per intenderci o facendo le suddivisioni in base alle capacità residue, cosa non facile anche in questo caso perché tutte le valutazioni andrebbero fatte durante lo svolgimento del gesto atletico, il che significa commissioni che girano per le diverse competizioni; e comunque come fai a capire se uno ha scarse capacità residue oppure è solo poco allenamento e magari qualche ha chilo di troppo? Infatti mi sembra evidente che ci sono in giro degli H1 che con una buona preparazione potrebbero andare più forte così come degli H2,H3 eH4
Per questi motivi non sono assolutamente d’accordo con la tua idea che qualcuno abbia voluto insultare e ridicolizzare chicchessia.
Personalmente auspico al più presto un chiarimento definitivo della mia situazione con una classificazione internazionale anche se non capisco perché, nel caso io non intendessi partecipare a gare internazionali, mi dovrei sobbarcare questo onere.
Nel frattempo sono disponibile a rimanere fuori dalle competizioni o, se possibile, a continuare a gareggiare tra gli H2 per la buona pace di tutti.
Apro una piccola parentesi, forse il mio caso potrebbe essere di stimolo affinché anche noi italiani, una delle nazioni più forti, finalmente riusciamo ad avere dei classificatori qualificati e riconosciuti a livello internazionale.
Ciao, con simpatia
Mauro Cattai