UNA BELLA DISCUSSIONE
Federico Villa 26 giugno alle ore 21.43
Mauro, sono kicco, davvero una bella risposta, questione. Lucida e sensata. Mi dispiace se a pordenone non abbiamo avuto modo di parlarne di persona, mia culpa, ma propio per questi motivi che hai accennato sappiamo io e ti assicuro alessandro, che non dipende da noi atleti, la questione, e tra di noi, che alla fine ci rispettiamo molto, non ci sarebbe stato molto da dire a riguardo.Â
aspico che l’Italia abbia ben presto classificatori di valenza internazionale che conoscano l’intera sfera del WHF, ma purtroppo come hai ricordato tu la fusione nell UCI\FCI del nostro sport in Italia è freschissima e i nostri esaminatori non hanno ancora la professionalità e le conoscenze dei classificatori europei e il più delle volte addirittura i class. dell’UCI se ne sciupano dei nostri, propio perchè lo sanno, e lo sappiamo anche noi, velentini e co. in primis, e ci tutelano, te compreso. Ecco perchè per porre fine e metterci tutti d’accordo si vorrebbe-richiede il parere di chi ha più competenza. QUALUNQUE SIA L’ESITO SARA’ ACCETTATO VEDRAI, per ora aspettiamo.
Tanto di cappello per volerti far da parte fino all’esito definitivo ma fai assolutamente ciò che ritieni socio. Sappi che condividiamo pienamente e comprendiamo le difficoltà di una classificazione, soppratutto se il problema è di natura neurologico, spero che tu possa comprendere solo le comprensibili preoccupazioni degli atleti in H1 italiani e non (anche sulla scena internazionale è lo stesso, il camp. del mondo H1 austriaco tetraplegico, non tiene le tue medie) e ritenere la nostra lettera, solo un esspressione scritta di getto, della nostra preoccupazione.
Anche noi, con grande simpatia,
Fede
PD3R
lettera di mauro:
Mauro Cattai 26 giugno alle ore 12.15 Segnala
Caro Ale,
mi dispiace non ci sia stata la possibilità di avere un confronto faccia a faccia anziché via web.
Concordo tranquillamente con quelle che sono le tue considerazioni sulle mie prestazioni sportive, in certe situazioni molto più simili a quelle di atleti di categorie superiori, perlomeno confrontandole con quelle degli atleti italiani; con quelle degli atleti che partecipano alle gare internazionali non lo so, non ho mai fatto delle gare importanti all’estero.
Voglio però fare chiarezza su alcune cose: la mia malattia non so se può essere definita degenerativa ma ti assicuro che è degenerata, portandomi dal 1993 ad oggi a camminare prima con una stampella, poi con due, poi ancora con due ma con grandissima difficoltà e solo per pochi metri ed infine a non camminare proprio più con tutta un’altra serie di problemi che chi conosce le lesioni neurologiche sicuramente intuisce.
La mia prima classificazione del 2002 mi aveva inquadrato nella vecchia categoria dei B, però rivedibile proprio per i dubbi legati alla situazione di quel momento e per come si stava evolvendo.
In questi 8 anni mi sono impegnato, ho gareggiato in questa categoria senza alcun problema e non mi sono mai preoccupato per un’eventuale ri-classificazione essendo consapevole che tutto il movimento avrebbe subito una continua evoluzione fino ad approdare alla grande e a mio avviso naturale svolta cioè entrare nella grande famiglia della Federazione Ciclistica. Quest’anno visto ciò, vista l’introduzione del nuovo sistema di classificazione UCI e vista l’istituzione e formazione sulla base dei nuovi regolamenti da parte FCI/CIP di un nuovo team di classificatori ho chiesto la revisione, ed il risultato già lo conosci.
Detto questo non ritengo però giusto gettare discredito su chi si trova molto spesso a valutare dei casi oggettivamente difficili e al limite come il mio. Lo sappiamo tutti benissimo che il mondo della disabilità è talmente variegato per cui non esiste un disabile identico all’altro e cercare di far rientrare tutti in quattro categorie sulla base di alcuni macro parametri è cosa veramente difficile.
I casi al limite ovviamente lo sono ancora di più e rischi di essere il più fortunato o sfortunato del mondo a seconda di dove vieni piazzato: se ti ritrovi nella categoria superiore sai già in partenza che ti puoi impegnare quanto vuoi ma i tuoi limiti fisici imposti dalla malattia non ti permetteranno mai di competere alla pari, se ti ritrovi in quella inferiore potresti essere il più forte.
Sinceramente lo vedo un problema di difficile risoluzione; forse magari adottando un sistema ad handicap tipo sci per intenderci o facendo le suddivisioni in base alle capacità residue, cosa non facile anche in questo caso perché tutte le valutazioni andrebbero fatte durante lo svolgimento del gesto atletico, il che significa commissioni che girano per le diverse competizioni; e comunque come fai a capire se uno ha scarse capacità residue oppure è solo poco allenamento e magari qualche ha chilo di troppo? Infatti mi sembra evidente che ci sono in giro degli H1 che con una buona preparazione potrebbero andare più forte così come degli H2,H3 eH4Â
Per questi motivi non sono assolutamente d’accordo con la tua idea che qualcuno abbia voluto insultare e ridicolizzare chicchessia.
Personalmente auspico al più presto un chiarimento definitivo della mia situazione con una classificazione internazionale anche se non capisco perché, nel caso io non intendessi partecipare a gare internazionali, mi dovrei sobbarcare questo onere.
Nel frattempo sono disponibile a rimanere fuori dalle competizioni o, se possibile, a continuare a gareggiare tra gli H2 per la buona pace di tutti.
Apro una piccola parentesi, forse il mio caso potrebbe essere di stimolo affinché anche noi italiani, una delle nazioni più forti, finalmente riusciamo ad avere dei classificatori qualificati e riconosciuti a livello internazionale.
Ciao, con simpatia
Mauro Cattai
P.S. Se vuoi puoi tranquillamente pubblicare il messaggio sulla tua bacheca


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